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 :: Progetto DARWIN ::
Scheda spettacolo
 
 
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Nel corso del 2009 tutto il mondo celebrerà i duecento anni dalla nascita dello scienziato che ha così radicalmente mutato il nostro punto di vista sulla genesi dell’uomo e dell’ambiente nel quale viviamo ovvero CHARLES DARWIN.

IO, CHARLES DARWIN
Tracce e voci della mia vita
(l’infanzia, il viaggio sul Beagle, la teoria dell’evoluzione)

Spettacolo transmediale.
di Valeria Patera
Liberamente ispirato all’autobiografia, alle lettere, alle opere di Charles Darwin.

Con
ROBERTO VISCONTI (Darwin)
ALESSANDRO DAMBROSI (Capitano FitzRoy)

Musiche originali di FRANCESCO RAMPICHINI

VIDEO installazione
Valeria Spera

“(…)è necessario rivolgere l'indagine proprio sul background storico e psico-sociologico delle scienze, su quell'humus che scienza ancora non è, ma che pure ha a che fare in qualche modo con essa, in quanto la fonda (…)” P. K. Feyerabend.

Timos Teatro Eventi ha presentato lo scorso mese di maggio presso il centro culturale più prestigioso e rappresentativo della città Roma, l’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA, un testo teatrale che, ispirandosi all’autobiografia di Darwin, alle sue lettere, appunti ed opere, ricostruisce le ragioni e i passaggi di una delle più significative rivoluzioni di pensiero sulla genesi dell’uomo e dell’ambiente nel quale viviamo.

Lasciamo che sia dunque lui, Charles Darwin, le cui teorie hanno incisivamente influito sulla storia del pensiero e della scienza, a raccontarsi al pubblico attraverso un viaggio nel tempo che le pagine della sua autobiografia restituiscono e lasciamo che sia il teatro il terreno per ricostituire quell’humus dal quale la sua personalità e la sua visione del mondo sono emerse.

Il testo ricompone le tracce di “un’avventura d’idee” come quella di Darwin, in un’epoca in cui esplorazione geografica e ardite congetture s’intrecciano in modo vivido e dove ogni indizio riportato dal protagonista assume una valenza straordinaria che, con leggerezza, sense of humor, passione e poesia toccano il cuore e la mente dello spettatore.

Ecco dunque che la ricostruzione di alcuni momenti dell’ incredibile viaggio durato cinque anni che Darwin fece intorno al mondo, sul vascello Beagle alla guida del quale era il tenebroso Capitano FitzRoy, è il perno di questo racconto scenico che si apre come un flash-back del vecchio e canuto Charles Darwin che ripercorre la sua eccezionale esistenza. La memoria non è racconto lineare e soprattutto la memoria non è solo parola, ma anche immagine che sorge improvvisa, imprevista analogia, insight, sorpresa sonora, ecco che la rappresentazione risulta da un sapiente intreccio del testo con una tessitura di sequenze video e suoni che coniugano il tema del confine tra pensiero e visione, lampo e durata, immagine e pensiero, filosofia e scienza, rappresentazione e speculazione. Una trama coerente e coesa con il pensare contemporaneo, che sfugge alla piattezza della linearità narrativa o temporale, attraverso una selezione di frammenti autobiografici ed epistolari davvero cruciali per la comprensione del pensiero del protagonista e di grande efficacia narrativa, ci presenta un Darwin vivo, alle prese con i problemi più concreti ed esasperanti del suo tempo: dalla pressione paterna affinché intraprendesse la via religiosa, alla “passionalità isterica” con la quale Fitz Roy, capitano del Beagle, tragicamente inetto a concepire la tesi evoluzionista, lo accusava di arroganza, fiaccandolo nel morale; ma anche un Darwin giovane nel pieno del suo slancio creativo e vitale, nel periodo successivo al matrimonio, alle prese con amare considerazioni a seguito delle ostacolanti reazioni dell’estabilishment e della Chiesa, fino al “pensare in avanti” la Scienza del futuro e agli uomini che lo avrebbero succeduto sul campo minato al confine tra verità scientifica e verità religiosa.
Non si può comprendere appieno l’importanza del viaggio e delle scoperte fatte da Darwin se non proviamo per un attimo ad immedesimarci nelle credenze religiose della prima metà del XIX secolo, epoca in cui ogni parola della Bibbia era interpretata nel senso letterale del termine.
Un ritratto sorprendente e poco noto ai più, della sua coraggiosa gioventù al cui ardore e temerarietà dobbiamo essere grati.

Al lavoro su questo progetto è un gruppo affiatato di artisti: nei panni di Darwin l’ottimo ROBERTO VISCONTI che ha appena lasciato la fortunata tournée di “UBU ROI” diretto da G. Cauteruccio e vincitore del Premio Olimpico per il Teatro; il giovane ALESSANDRO D’AMBROSI nei panni del tormentato Capitano FitzRoy; la raffinata tessitura musicale di FRANCESCO RAMPICHINI, inventore dell’Acusmetria, spazializza suoni ispirati alla mutazione, riverberi del passato che raccolgono inedite sonorità del nostro tempo; i delicati e suggestivi inserti video della giovane video maker VALERIA SPERA e il sapiente disegno luci di una grande esperta come TRUI MALTEN.