:: Mal Mediterraneo ::

TEATRO POESIA MUSICA ARTE GENERATIVA
Un cortile vicino al mare, uno dei tanti del Mediterraneo, una partita a carte, il caldo, lo scirocco, la marea, il tramonto trasformano i tre protagonisti (due donne e un uomo) nelle personificazioni metaforiche del Vento, del Tempo e del Mare. Il loro diventa il gioco della memoria, quella che hanno alle spalle e davanti agli occhi, la memoria del Mar Mediterraneo appunto che riporta suoni, leggende, poesie, danze, immagini…
La memoria del tempo prende la forma di una grande conchiglia la cui struttura diventa quella del racconto scenico che partendo da un punto, amplia gradualmente i suoi cerchi per poi tornare a quel punto.
La conchiglia della storia si fa rosa dei venti, i suoi petali a sua volta diventano le vele della nave di Ulisse, le vele diventano carte geografiche e mappe navali, la conchiglia come ruota della Storia che nasce nel Mediterraneo come sedimento lento ed incessante dei popoli e delle civiltà che l'hanno attraversato fondendo le loro culture.
Dunque necessità poetica e necessario tema di riflessione nell’epoca europeista, la necessità di ripensare il Mediterraneo come centro dell’Europa attraverso una fantasmagoria di suoni, parole e immagini che si intrecciano confermando una linea di lavoro che caratterizza il gruppo TIMOS teatro ovvero la ricerca verso una fusione dei generi e dei linguaggi: parola, musica, immagine, alta tecnologia, corpo.
Valeria Patera

Breve introduzione alla performance musicale
Descrivere musicalmente l'incrocio di venti, acque, terre e uomini così come avviene da millenni nel Mar Mediterraneo, è possibile. Forse basta scandagliare i fondali profondi, scavare nelle memorie umane e viaggiare nel tempo in avanti ed indietro, verso quella culla dell'umanità che è il Medio Oriente o verso il cyberspazio che non pone limiti temporali alcuni. L'accostamento quindi di canti ancestrali di minatori delle saline o suoni gutturali di canti polivocali contadini, a suoni soffiati di canne, a suoni di modulazione di frequenza o rumori di città di mare (che del mare ne hanno dimenticato il suono) è la cifra stilistica di questa rappresentazione. E considerato che portare in teatro il suono del mare o del vento è oggi possibile grazie alla tecnologia digitale, vogliamo che sia possibile dirigerli a comando farli partecipi come strumenti musicali di un'orchestra virtuale e ibrida per suonarci, cantarci o recitare. I ritmi saranno però ritmi umani, scritti e letti dagli uomini perché i tempi cambiano ed anche quelli metronomici seguono altri battiti: gli elementi naturali che prima fornivano quelli a dimensione solare ora, non più ascoltati, seguono il loro corso in un perpetuo contrasto di decibel con i suoni artificiali….
Mario Crispi


Mal Mediterraneo – Scenografia virtuale
La scenografia virtuale della rappresentazione genovese di Mal Mediterraneo mescola delicatamente alcune immagini dell’opera dello sculture Luigi Grosso e animazioni in digitale.
Queste due realtà visive così diverse, i materici collages di Luigi Grosso e la pulizia delle impalpabili conchiglie digitali che solo nello spazio virtuale possono esistere, si inseriscono e modificano lo spazio reale della piazza, dialogano tra loro, con la musica e con la voci del Tempo, del Vento e del Mare, portando le loro suggestioni nel gioco evocativo dello spettacolo.
Il prezioso lavoro di ingegneria dell’immagine è stato curato e realizzato da Riccardo Antonini in collaborazione con Francesca Romana Nascè.
Le animazioni digitali sono state create e realizzate da Francesca Romana Nascè con il supporto tecnico di Valerio Gemito e si ispirano ad uno studio sull’arte digitale generativa di Glen Rhodes, che ringraziamo per la scelta di divulgare open source il suo lavoro.
Francesca Romana Nascè

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