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La
mela di Alan
Hacking
the Turing Test
di Valeria
Patera
Lo sguardo dell'autore
La storia di Alan Mathison Turing (1912/1954),
matematico, ingegnere informatico, biologo,
criptoanalista,pensatore che ha profondamente
segnato la storia del nostro secolo. Come criptoanalista
ha reso possibile la vittoria su Hitler da parte
delle forze alleate, decodificando il codice
della macchina Enigma usata dai tedeschi durante
la guerra per mascherare le loro compunicazioni
strategiche;come matematico e ingegnere ha sviluppato
le teorie alla base dell'attuale informatica
e dell'intelligenza artificiale, da cui la genesi
dei primi calcolatori elettronici e dell'attuale
computer il cui diffuso sviluppo fu da lui profeticamente
intuito .
Condannato per omosessualità fu costretto
a subire iniezioni di estrogeni che provocarono
inquietanti mutazioni al suo corpo:morì
suicida mangiando una mela da lui stesso avvelenata
con cianuro di potassio. Alcuni pensano che
sia stato ucciso dai servizi segreti e intorno
a questa morte rimane tuttavia un alone enigmatico.
Tuttavia l'intento di questo mio testo non è
quello di rappresentare tout court la biografia
di Alan Turing bensì quello di aprire
una raffigurazione scenica entro la quale far
accadere un incontro virtuale tra due esistenze
spazio/temporalmente distanti ma collegate strettamente
nella genealogia dell'intelligenza artificiale
e segnate entrambe da un'esistenza tatuata dalla
diversità.
Per questa ragione, alcuni stilizzati passaggi
della vita di Turing, la cui trama ha tutti
i connotati di una moderna tragedia qua e là
tinta di commedia, data l'originalità
del personaggio noto per le sue eccentricità,
il disprezzo nei confronti del potere, la sua
disarmante e non convenzionale sincerità
e il suo spirito di libertà, collidono
virtualmente con le vicende di due giovani hackers
dei giorni nostri che lo incontrano navigando
in Rete.
Col beneficio della fiction ,un test messo a
punto da Turing per verificare fino a che punto
la macchina possa imitare il pensiero dell'uomo
e chiamato appunto Turing test, si trasforma
così in un meccanismo teatrale, un deus
ex-machina che agisce questo contatto virtuale
tra Alan Turing (che per il suo lavoro al Foreign
Office durante la seconda guerra mondiale, potrebbe
essere considerato il primo hacker della storia)
e due giovani hackers dei giorni nostri dunque
attori della cyber cultura della Rete, massimamente
rappresentativa dei vantaggi e delle contraddizioni
di quella straordinaria invenzione che è
il computer divenuto ormai presenza quotidiana
nelle nostre esistenze e che come poche altre
ha problematizzato alcuni assetti paradigmatici
del pensiero occidentale intensificando la domanda
su ciò che significa intelligenza, pensiero,
coscienza, realtà, finzione, libertà
d'informazione, proprietà intellettuale
e accesso al sapere.
Seguendo un filo rosso, attraverso l'intreccio
delle due scritture, ho cercato di raffigurare,
stilizzandolo, l'emergere del paradigma di pensiero
che, procedendo dalle pionieristiche ricerche
di Alan Turing, si sviluppa fino all'Intelligenza
Artificiale nella fine degli anni '50 (il programma
del MIT con il quale si pone il concetto di
Intelligenza Artificiale, si ufficializza due
anni dopo la morte di Turing) fino allo straordinario
sviluppo dell'èra tecnologica a noi contemporanea
che certo apre, come già profeticamente
intuito dal nostro protagonista, un'epoca nuova
e contraddittoria per la vita dell'individuo
in rapporto alla società.
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